Forum delle aree interne 2022: saluto iniziale di mons. Felice Accrocca

Carissimi,

cercherò di essere essenziale, anche perché tra gli intenti degli organizzatori v’è l’obiettivo che in questi giorni non ci si perda in chiacchiere e passerelle.

Ormai tre anni or sono, il 13 maggio 2019, con la lettera Mezzanotte del Mezzogiorno? i Vescovi della Metropolia beneventana davano avvio a un percorso che ha condotto infine alla giornata odierna, non senza vedere protagonisti anche molti altri vescovi di diocesi appartenenti a varie regioni del Paese: ne ho tracciato le fasi essenziali nell’Introduzione al volume Dove la vita non vuole morire. Per una pastorale delle Aree interne, edito dalla San Paolo e fresco di stampa. Nella sua Prefazione, il cardinale Gualtiero Bassetti afferma: «La Conferenza Episcopale sostiene questo cammino, che vuol essere anche uno specifico contributo alla crescita globale del Paese».

È in questo spirito che diamo ora inizio ai lavori del nostro Forum, giunto ormai alla sua terza edizione, sul tema Mobilità veloce e suolo lento. Un ponte per le Aree interne. Ho più volte ribadito e in più occasioni, che come Vescovi intendiamo anzitutto promuovere un metodo e offrire opportunità formative a quanti sono impegnati nella gestione della cosa pubblica o sono in procinto di farlo, e in maniera specifica a coloro che sono chiamati a operare in zone interne, affinché promuovano un’azione idonea a sostenere soprattutto i giovani intenzionati a restare nella propria terra d’origine.

Per questo – com’è detto anche, a chiare lettere, nel depliant illustrativo di queste giornate –, nostro primo obiettivo è puntare a superare campanilismi ed egoismi territoriali in una visione incentrata sul bene comune e con una convergenza di obiettivi: siamo infatti pochi e con pochi mezzi a disposizione; dobbiamo inoltre fare i conti con l’aggravamento evidente delle condizioni di emarginazione e di isolamento, anche politico, delle nostre aree e con la mancanza di infrastrutture. Per questo perseverare in campanilismi ed egoismi territoriali vorrebbe dire stringersi da soli il cappio intorno al collo: chi persevera in tale politica o è incapace di vedere oltre il proprio naso o coltiva interessi che non sono quelli del bene comune.

Nei prossimi giorni vogliamo mettere a fuoco il tema delle competenze e con esse della capacità delle istituzioni locali di proporsi con adeguata progettualità nel contesto delle scelte strategiche per lo sviluppo organico ed equilibrato del Paese. Vogliamo, cioè, dar vita a una convivialità delle competenze, che è anche una convivialità delle differenze, in una sinfonia che non omologa, ma raccorda intorno a un progetto comune.

Mi fermo qui. Spero che i lavori che oggi hanno inizio risultino proficui e, soprattutto – è l’obiettivo primario di questo III Forum degli Amministratori –, contribuiscano a rinsaldare le relazioni tra noi e a rendere più solida la rete di contatti che è condizione necessaria perché i nostri sforzi giungano a buon fine. A tutti auguro, di vero cuore, buon lavoro.

Benevento, 26 maggio 2022