La Biblioteca Capitolare


 

La denominazione di biblioteca con cui solitamente si designa la Capitolare sembra impropria o almeno parziale se riferita al costituirsi e allo svilupparsi dell’istituto. Più precisa appare la dizione di archivio, laddove per archivio si intende «l’insieme della documentazione redatta o ricevuta da un ente od organismo, in relazione alla propria attività, che per la sua funzione sia destinata ad essere conservata presso l’ente stesso, quale riflesso del suo essere e del suo divenire». Si deve constatare però che l’archivio del Capitolo della Chiesa cattedrale di Benevento nel tempo ha assunto anche i caratteri di biblioteca. Dalla documentazione disponibile e dagli apporti storiografici specifici si evince una connessione originaria dell’archivio con la cancelleria vescovile. Sembra, infatti, verosimile che la Biblioteca Capitolare sia sorta tra la fine dell’VIII e gli inizi del IX secolo con la duplice connotazione di officina scrittoria per la produzione di libri liturgici e culturali ad uso del clero della Chiesa cattedrale e di archivio per la conservazione della documentazione concernente l’episcopio. Difatti le sue prime manifestazioni risultano connesse proprio con una germinale attività cancelleresca e si possono rintracciare negli ultimi decenni del sec. VIII durante gli episcopati di Giovanni, Alfano e Davide. Tuttavia la relazione tra la cancelleria e l’archivio-biblioteca viene esplicitamente attestata dalla più antica documentazione tràdita, che è però di epoca successiva all’elevazione di Benevento a sede metropolitana (sinodo del 26 maggio 969 tenuto nella Basilica di San Pietro alla presenza dell’imperatore germanico Ottone I) da parte del pontefice Giovanni XIII (965-972).

Così la coesistenza nella persona del bibliothecarius del duplice profilo di responsabile della cancelleria arcivescovile e di conservatore dell’archivio-biblioteca (cioè della custodia, manutenzione e tutela dei documenti redatti dalla cancelleria, dei libri liturgici e di eventuali testi di studio) risulta esplicitamente attestata da tre privilegi dell’arcivescovo Alfano II (985-1001), i primi due del gennaio 988 e il terzo verosimilmente del 996-997, nei quali compaiono come scrittori Vizanzio suddiacono, scrinario e bibliotecario, e Magelpotone, diacono e bibliotecario.
Il patrimonio della Biblioteca è costituito da circa 1.700 manoscritti, 4.600 pergamene e 9.000 volumi a stampa. Ma l’importanza dell’istituto a livello nazionale e internazionale per lo studio della paleografia, della diplomatica, dell’agiografia, della liturgia e della storia della musica è data dal fondo dei codici di età medievale, tra i quali assumono particolare rilievo i 42 vergati in quella particolare minuscola definita “beneventana” (il più antico è databile al primo quarto del sec. IX). Di grande interesse e importanza è altresì il patrimonio pergamenaceo sul terreno diplomatistico, paleografico e storico: il documento più antico è un diploma del principe Radelchi dell’898.
La Bibiloteca Capitolare è situata nel complesso dell’Arciepiscopio, a piazza Orsini. Nella sala di lettura si trovano un grande dipinto cinquecentesco di ignoto raffigurante la Madonna del popolo, un busto marmoreo di Benedetto XIII, opera dello scultore romano Pietro Bracci, e il finto organetto dove Orsini fece sistemare alcuni diplomi principeschi e bolle papali in pergamena, che avrebbero dovuto nel tempo “cantare le lodi alla Chiesa beneventana”.
La Biblioteca è frequentata da studiosi provenienti da tutto il mondo per la rarità e unicità dei beni ivi custoditi. Il direttore della biblioteca è il prof. mons. Mario Iadanza.

 

Orario di apertura al pubblico

Il martedì dalle ore 9 alle 13 e dalle 14,30 alle 18;

il mercoledì dalle 9 alle 13;

il venerdì dalle 14,30 alle 18.

 

 

 

Eventi diocesani

  • Cresime in Cattedrale
  • Amministrazione del Sacramento della Cresima nella Cattedrale di Benevento il 1░ sabato di ogni mese alle ore 10.30

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