Venerabile Rachelina Ambrosini

RACHELINA AMBROSINI:

“IL VOLTO PIU’ BELLO DELLA CHIESA” (GE 9)

Rachelina era un adolescente che con sorprendente maturità aveva scoperto che la fonte della gioia consisteva nel sentirsi amata da Dio ed accompagnata dalla sua Grazia in ogni momento, nel tempo della preghiera, del dovere scolastico, dell’aiuto dei poveri e bisognosi.

Rachelina, nacque il 2 luglio del 1925 alla frazione Passo del Comune di Pietradefusi provincia di Avellino. La famiglia Ambrosini era benestante, ma non priva di forti valori cristiani: in essa Rachelina si formò in un contesto sano, anche in virtù della profonda religiosità della madre, devotissima della Madonna che invocava costantemente con la preghiera del Santo Rosario. Ancora prima che compisse un anno la prima parola che pronunciò fu “Avemaria” convinta che fosse il nome della mamma!!!

All’età di quattro anni ebbe l’apparizione della Madonna che visse come un segno di predilezione della Madre di Dio a cui si rivolse con maggiore intensità di amore.

Da quel giorno divenne sempre più buona e iniziò a fare piccoli fioretti e penitenze ritagliandosi momenti di preghiera personale. All’età di cinque anni Rachelina si ammalò di morbillo e le sue condizioni di salute si fecero serie. Le apparve S. Antonio che la rassicurò: “Per ora guarirai presto e bene; sappi però che all’età di 15 anni tornerò per riprenderti”. Rachelina sapeva che il Cielo le sorrideva e si prendeva cura di lei ed iniziò la sua corsa da gigante verso la santità con le piccole cose di ogni giorno, vissute con lo sguardo rivolto verso l’Alto, come se continuasse a parlare con l’Invisibile. Non faceva però cose eclatanti: donava, per esempio, la sua merendina o lasciava le sue scarpe a chi non ne aveva con la convinzione di aiutare Gesù presente nelle sue amichette più povere; oppure si proponeva di intercedere presso il cuore del padre un po’ severo, affinché fosse meno duro con i suoi coloni. Inoltre non aveva paura della morte: sapeva di essere nelle mani più sicure dell’universo: quelle di Dio. Si preparò all’età di sette anni alla prima confessione con il desiderio di amare Gesù con tutte le sue forze. Anche l’incontro con Gesù Eucaristia, nel giorno della prima comunione, lo attese e lo visse con tanto fervore.

 

Affrontò la scuola con gioioso impegno. Rachelina era una bimba prodigio: si mostrava motivata, entusiasta, partecipe alle lezioni e alle iniziative e riuscì a superare brillantemente le varie tappe dell’itinerario scolastico.

Partecipò attivamente alla vita dell’Azione Cattolica parrocchiale. Intanto si andavano evidenziando quelle attitudini che avrebbero contrassegnato la sua vita, soprattutto l’intelligenza, la volontà, la bontà d’animo, l’amore verso ogni creatura.

Nel periodo delle scuole medie studio, preghiera, vita sacramentale e buone letture si abbinavano armoniosamente in lei: oltre a dedicarsi all’apprendimento, era sua consuetudine imparare lavori domestici e ricami, dedicarsi alla musica e alla pittura. Aveva uno sguardo profondo e cercava momenti di silenzio e di contatto con la natura che le raccontavano la bontà e la bellezza del Padre Celeste e della Madre Celeste che l’avevano prediletta.

L’amore verso Gesù cresceva sempre più giorno per giorno così anche la sua carità verso le compagne più povere e verso i bisognosi e con la sua amabilità e bontà ne conquista i cuori.

Un giorno in famiglia bussò alla porta un povero che chiedeva l’elemosina. Oltre all’elemosina, Rachelina prese la torta che aveva confezionato la mamma e gliene fece dono. Pensava: i soldi poteva riceverli da tutti ed in modo anonimo, ma offrendo la torta, avrebbe fatto sentire quel povero importante ed amato.

Nell’ottobre del 1936 Rachelina si trasferì a Bari, ospite delle Suore dell’Istituto “Santa Rosa”, per poter proseguire gli studi superiori. La sua vita in collegio fu serena e gioiosa: Si applicò nello studio con il desiderio di far felici i suoi amati genitori e con il sogno di diventare da grande un’insegnante per aiutare i bambini, soprattutto quelli più svantaggiati.

Con questo bel progetto nel cuore si distinse come studentessa modello.

Il segreto della sua vita felice era l’incontro quotidiano con Gesù Eucaristia. Un giorno Rachelina non poté partecipare alla Messa per una lieve indisposizione. Dopo la celebrazione, corse ad abbracciare forte e baciare un’amica che aveva appena ricevuto Gesù eucaristico e le disse: “Porti Gesù nel cuore!”.

La sua giornata era scandita da momenti di preghiera personale in cui parlava a Dio dei piccoli, dei poveri, dalla recita del rosario, dalle letture spirituali, dalla preghiera notturna, dall’adorazione di Gesù bambino e del Crocifisso.

In seguito si aprì una nuova esperienza: il trasferimento a Roma per il liceo.

Qui, ospitata dalla Suore Missionarie del Sacro Cuore dell’Istituto “Francesca Cabrini”, fu ben presto apprezzata per la sua benevolenza e il suo candore. A Roma conobbe le ansie del triste periodo bellico perché suo padre venne chiamato in guerra; ma, anche in questa dolorosa circostanza, si mostrò ricca di speranza e di serenità.

La sua personalità andava maturando e il suo profilo spirituale si delineava con straordinaria semplicità. Rachelina viveva costantemente alla presenza di Dio e nella ricerca della sua volontà; contemplava l’esempio di Gesù e vi si ispirava nelle scelte di ogni giorno; si accostava ai sacramenti con fervore e meditava assiduamente i misteri della fede; nutriva un grande spirito di generosità verso il prossimo ed era pronta e disponibile al servizio.

Alla luce di questa intima comunione con il Signore, si perfezionava il suo percorso di vita e la sua completa adesione al progetto di Dio si consolidava, mentre una gioiosa carità illuminava la sua giovinezza.

Dopo alcuni giorni di febbre il 18 febbraio 1941 fu ricoverata in una clinica specializzata perché affetta da meningite in forma gravissima e fulminante. Tutto il popolo e gli amici, saputa la notizia, pregarono per la sua guarigione. Rachelina però ricordava il volto dolcissimo della Madonna e le parole pacificanti di Sant’Antonio: “Ora guarirai ma a 15 anni tornerò a prenderti”! Ed anche sul letto di morte non pensava a sé ma a consolare i suoi genitori. Ricevette con fervore i sacramenti dell’unzione degli infermi, della penitenza e dell’eucaristia, edificando il cappellano dell’ospedale, il quale restò ammirato dall’esempio della giovane moribonda che definì un “vero e proprio angelo”.

Alle ore 13,30 di lunedì 10 marzo 1941, si spense all’età di quindici anni e otto mesi, accompagnata dal dolore immenso dei genitori e di quanti ebbero la gioia di conoscerla. Lasciò nella sua stanza un intenso profumo di giglio a significare che i suoi 15 anni e 8 mesi emanavano un profumo di Vangelo, di purezza e limpidezza di vita che si espande ancora oggi per vie conosciute solo dalla Provvidenza nel cuore di tanti e in tutto il mondo. Venne tumulata nel cimitero di Campanarello (Avellino) con una partecipazione commossa di tantissima gente.

Nel 1958 il suo corpo venne traferito nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria e Sant’Alessio in Venticano (Avellino). La fama della sua santità andò sempre più sviluppandosi, soprattutto presso i giovani, dai quali Rachelina è considerata esempio nella vita di preghiera, e nell’affidamento alla volontà di Dio, nella generosità verso i bisognosi.

L’8 luglio 1995 si è chiuso il processo diocesano di canonizzazione e si è aperta la fase romana.

Il 10 maggio 2012, Papa Benedetto XVI, l’ha proclamata Venerabile.

Nel suo nome sono state realizzate dalla fondazione omonima molte opere a sostegno dei poveri in diverse parti del mondo e di promozione del volontariato giovanile.

È proprio vera la parola di Papa Francesco:

“La santità è il volto più bello della Chiesa” (Gaudete et Exsultate n. 9)

Sr Francesca Caggiano FMA

 

PREGHIERA

Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo,

adoriamo i Tuoi ineffabili disegni e Ti supplichiamo

di far risplendere in questa valle di lacrime

l’innocenza sorridente di Rachelina Ambrosini,

fiore elettissimo della nostra terra, in cui hai

manifestati ancora una volta la forza proveniente

dal Tuo amore misericordioso.

Benedici i nostri buoni propositi e donaci la grazia

Che ardentemente imploriamo. Possa la sua nivea

Figura incoraggiare soprattutto nei giovani il desiderio

ardente delle vette eroiche, dove solamente è dato

di pregustare la gloria del Regno.

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

 

                                                              Mons. Serafino Sprovieri
                                         Arcivescovo Metropolita di Benevento

 

 

Fondazione Rachelina Ambrosini
fondazioneambrosini@gmail.com
Presidente Tommaso Maria Ferri
tommasoferri@virgilio.it
339 4465559
Postulatrice Suor Francesca Caggiano
occhiodaquila.sole@gmail.com
347 7518367

 

 

Per informazioni e segnalazioni di grazie ricevute rivolgersi:

“Fondazione Rachelina Ambrosini”

Corso Luigi Cadorna, 6 – 83030 Venticano (AV) – tel. 339 4465559

www.fondazionerachelinambrosini.it e-mail. fondazioneambrosini@gmail.com

 

Appuntamenti con Rachelina

 

  • Il 5 e 6 marzo saremo a Salerno, presso la Chiesa del Rosario di Pompei (quartiere di Mariconda). Invitati da don Angelo Barra parleremo di Rachelina e delle missioni.
          Il 5 marzo alle ore 18,30 e domenica 6 alle ore 8 e 10,30.
  • Il 10 marzo a Venticano alle ore 18, nella Chiesa di Santa Maria e Sant’Alessio, sarà celebrata la Santa Messa a ricordo del pio transito di Rachelina.
  • Il 31 marzo a Baronissi alle ore 18, ospiti della Consulta della Cultura, presenteremo il progetto “Una vita tra le tue dita”.
  • Il 10 maggio, solenni celebrazioni a ricordo della proclamazione della Venerabilità di Rachelina Ambrosini e 49° anniversario della Costituzione della Fondazione.
  • Il 2 luglio dalle ore 18, nei giardini di Palazzo Ambrosini a Venticano, Santa Messa e visita guidata al museo con la presenza di alcuni responsabili nelle missioni.