Cattedrale

“Santa Maria Assunta”

Telefono  0824 – 323330 e  323331

cattedralebenevento@gmail.com

“La chiesa cattedrale è quella nella quale si trova la cattedra del vescovo, segno del magistero e della potestà del pastore della Chiesa particolare, nonché segno dell’unità di coloro che credono in quella fede che il vescovo proclama come pastore del gregge. (Cerimoniale Episcoporum, 42).

Rettore: mons. Abramo Mario Martignetti

Addette alla cura della Cattedrale; Suore Adoratrici Perpetue della Divina Volontà –

Madre superiorasuor Marianela R. Perez

 

 

Diacono permanente:

Ricci don Ermanno

 

*************************************************************************************

 

 

CAPITOLO METROPOLITANO

Presidente:

Martignetti mons. Abramo Mario

Bibliotecario:

Iadanza mons. Mario Santo

Canonico penitenziere:

Pisaniello  mons. Giampiero

Capaldo mons. Marco

Ciaglia mons. Lupo

Florio mons. Pietro

Iampietro mons. Angelomaria

Martino mons. Giuseppe

Messina mons. Carmelo

Pilla mons. Alessandro (segretario

Canonico onorario:

Bellusci mons. Rodolfo

**************************************************************************************

 

 

ORARIO APERTURA CATTEDRALE

Tutti i giorni dalle ore 7 alle 12 e dalle 16,30 alle 19 (dalle 17 alle 19,30 orario legale)

 

*******************************************************************************

 

 

 

 

ORARIO APERTURA IPOGEO

Dal martedì al sabato (eccetto i festivi) dalle ore 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 è possibile visitare l’ipogeo e il museo diocesano tel. 0824323345 oppure 323349 cell.+39 3711951770

**************************************************************************************

 

 

ORARIO SANTE MESSE

 

Feriale: ore 7,30 – 9 – 18,30   (19 orario legale)

 

Festivo: ore 7,30 –  9  – 11 – 18,30  (19 orario legale) 

 

**************************************************************************************

 

PROSSIME CELEBRAZIONI DELL’ARCIVESCOVO IN CATTEDRALE

14 aprile 2019
DOMENICA DELLE PALME
E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù sul tema:
«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38)
Arco di Traiano
ore 10.30
L’Arcivescovo benedirà le palme e gli ulivi e, al termine della processione, celebrerà la Santa Messa della Passione del Signore nella Basilica Cattedrale.

17 aprile 2019
MERCOLEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA
SANTA MESSA DEL CRISMA

Basilica Cattedrale: ore 18.30
L’Arcivescovo presiederà la concelebrazione della Santa Messa Crismale con i Presbiteri (diocesani e religiosi) presenti in Diocesi.

19 aprile 2019
VENERDÌ SANTO
CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

Basilica Cattedrale ore 19.00
L’Arcivescovo presiederà la Liturgia della Parola, l’Adorazione della Croce e il Rito della Comunione.
PROCESSIONE del CRISTO MORTO
Corso Garibaldi: ore 20.15
L’Arcivescovo presiederà la processione del Cristo morto, che si snoderà dalla Basilica Cattedrale, facendo sosta a Sant’Anna dove sarà accolta l’immagine del Cristo morto e a Santa Sofia. Al termine rivolgerà la sua parola ai fedeli e impartirà la Benedizione presso la Chiesa di Sant’Anna.

20 – 21 aprile 2019
DOMENICA DI PASQUA
NELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE

VEGLIA PASQUALE
Basilica Cattedrale: ore 21.00
L’Arcivescovo benedirà il fuoco nuovo nell’atrio della Basilica Cattedrale; dopo l’ingresso processionale in Basilica con il cero pasquale e il canto dell’Exsultet, presiederà la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, che sarà concelebrata con i Canonici della Basilica Cattedrale e alcuni Presbiteri.
SANTA MESSA DEL GIORNO
Basilica Cattedrale: ore 11

*************************************************************************************

18 aprile 2019
GIOVEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA

ore 19 Cena del Signore – presiede il Rettore della Cattedrale mons. Abramo Martignetti

*************************************************************************************

ADORAZIONE EUCARISTICA

 

 

Tutti i giorni (eccetto domeniche e solennità) dalle ore 9,30 ale 12

Tutti i giovedì dalle 17,30 alle 18,30 ( 18 – 19 orario legale)

N.B.  L’adorazione è sospesa nei mesi di luglio ed agosto

 

********

 

 

LODI – VESPRI E SANTO ROSARIO

 

 

ORE 7,10 LODI

17,30 VESPRI – S. ROSARIO  (ORE 18 ORARIO LEGALE)

 

 

*******

 

CRESIME

Ogni primo sabato del mese, (quando coincide con una festa saranno amministrate il secondo sabato)

 

 

*******************************************************************************

 

 

AVVISI 

Il giorno di Pasqua la Santa Messa delle ore 7,30 non sarà celebrata.

******************************************

 

La storia

 

La cattedrale, distrutta dalle incursioni aeree americane del 12 e del 14 settembre 1943, fu riedificata nel dopoguerra su disegno dell’architetto Rossi de Paoli. La prima pietra fu posta dal metropolita di Benevento mons. Agostino Mancinelli, il 1° luglio del 1950, alla presenza del presidente della Repubblica on. Luigi Einaudi e la monumentale opera fu inaugurata il 28 giugno del 1965 dall’arcivescovo mons. Raffaele Calabrìa.  Delle vecchie strutture del tempio restarono in sito la facciata e il campanile, restaurati tra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento.

La straordinaria porta di bronzo fusa nel terzo quarto del secolo XII, la Janua Maior, considerata dagli storici dell’arte come una delle più alte espressioni artistiche medievali dell’Italia meridionale, fu ridotta in frammenti; ricomposta e restaurata negli anni Novanta è stata posizionata all’interno del Duomo, all’ingresso della navata centrale. Nel 2012, una copia integrale, realizzata dalla azienda Domus Dei di Albano Laziale col medesimo procedimento medievale di fusione a cera persa, è stata posizionata in facciata.

Il ricco apparato decorativo degli interni della vecchia cattedrale – altari in marmo policromo di fattura seicentesca e settecentesca, sculture (alcune delle quali bassomedievali, come i due amboni), un pregevole soffitto a cassettoni – e lo straordinario patrimonio di quadri e di arredi liturgici vennero per lo più distrutti dal devastante incendio che si sviluppò con i bombardamenti. Ciò che si è salvato è stato restaurato con cura ed è attualmente conservato nel museo diocesano o ricollocato negli spazi della nuova cattedrale, ad eccezione di taluni manufatti ancora in deposito provvisorio presso il museo del Sannio dove furono trasferiti nell’emergenza post-bellica.

Nel maggio del 2005, all’inizio dei  lavori di ripavimentazione della cattedrale, il sorprendente ritrovamento di importanti resti dell’antico edificio di culto, distrutto dai bombardamenti del 1943, indusse la Soprintendenza per i beni archeologici ad intraprendere indagini sistematiche. Lo scavo avviato nel 2005 si è concluso con qualche interruzione nel 2011; sono emerse stratificazioni storiche interessantissime che vanno dalla preistoria, all’età sannitica, fino all’età romano-repubblicana e romano-imperiale, concludendosi con l’impianto della prima chiesa paleocristiana e delle sue successive modificazioni medievali e moderne. La riapertura al culto della cattedrale “Maria Santissima Assunta” è avvenuta l’11 ottobre 2012 con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Andrea Mugione; mentre l’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 18 dicembre dello stesso anno. In tale occasione sono state installate le nuove porte di bronzo, è stato rimesso in funzione l’organo a canne, restaurato dalla ditta Mascione, ed è stato inaugurato il percorso archeologico nel livello sottostante la nuova pavimentazione. Dalle testimonianze storiche, dai documenti e dai risultati degli scavi archeologici si possono evincere le fasi salienti nella storia del sacro edificio: 1) la costruzione della cattedrale paleocristiana nel sec. V con atrio e quadriportico, poi area di sepoltura (paradiso) dove venivano sepolti membri di famiglie nobili e alti prelati; 2) le modifiche delle strutture architettoniche nei secoli VIII – IX (in particolare si ricorda l’opera del Vescovo Davide e del Principe Sicone); 3) l’ampliamento con smantellamento del “paradiso”, facciata e campanile nei secoli XII-XIII; 4) i restauri orsiniani (dopo i terremoti 1688 e 1702);  5) la distruzione del duomo nella  seconda guerra mondiale.

Dando uno sguardo alla facciata esterna, si nota che è ispirata alle forme del romanico pisano e presenta due ordini: nella parte inferiore si trovano sei arcate cieche poco profonde e tre portali, che secondo la simbologia diffusa nelle cattedrali romaniche, richiamano il mistero della Trinità; nella parte superiore sono riproposte sei arcate cieche, più profonde di quelle inferiori, sorrette da colonne e capitelli romani di spoglio, che poggiano su mensoloni scolpiti a figure umane al centro e ornati all’estremità con vegetali. Le tre arcate centrali superiori, di età romanica, sono impreziosite da due finestroni circolari e un elegante rosone a dodici colonnine, che in passato era decorato da un antico mosaico andato perduto.

È presente, inoltre, all’interno degli stipiti, una decorazione a viticci e grappoli di uva che richiama direttamente le parole evangeliche  di Gesù dove presenta se stesso come vite ed i fedeli come tralci. L’archivolto romanico è sorretto da un toro a sinistra e da un leone a destra, simbolo e monito della severità e della vigilanza del vescovo nel tutelare fede e costumi. Incastonata nel portale centrale, la copia della Janua Major.