Giovani e spazi a Paduli un laboratorio per ripensare la pastorale

Paduli (BN) – Una mattinata intensa di confronto, idee e prospettive ha animato l’oratorio “San Rocco e San Carlo Acutis” di Paduli, dove si è svolto il Focus Lab dal titolo “Giovani protagonisti, spazi generativi”, promosso nell’ambito del cammino di Pastorale Giovanile. L’iniziativa si inserisce nel solco del Meeting regionale “Il coraggio di essere segno” e raccoglie le sollecitazioni del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, che invita a ripensare concretamente gli spazi educativi e il ruolo dei giovani all’interno delle comunità ecclesiali. Al centro della riflessione, una sfida chiara: passare da una pastorale “per i giovani” a una pastorale “con i giovani e dei giovani”, in cui gli spazi non siano semplici contenitori, ma luoghi capaci di generare relazioni, responsabilità e partecipazione. Ad aprire i lavori sono stati i saluti del parroco ospitante, don Enrico Francesco Iuliano, e del Vescovo delegato per la Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Campana, mons. Carlo Villano, che ha sottolineato l’urgenza di investire sui giovani come protagonisti del presente della Chiesa. La mattinata, moderata da don Daniele Palumbo, incaricato di Pastorale Giovanile, ha visto l’alternarsi di diversi interventi, ciascuno capace di offrire uno sguardo complementare sul tema. Don Rossano Sala, salesiano e teologo, ha richiamato l’importanza di “fare casa con i giovani”, evidenziando come ogni spazio educativo debba diventare luogo di accoglienza, crescita e accompagnamento. Il pedagogista Alessandro Ciasullo ha approfondito il valore degli ambienti come fattori educativi, capaci di incidere nella formazione della persona. Uno sguardo progettuale è stato offerto da Denise De Lucia, che ha posto al centro la dimensione della bellezza come chiave per rendere gli spazi accoglienti e significativi per le nuove generazioni. A seguire, l’ingegnere Giuseppe Logreco ha affrontato le sfide tecniche legate alla riqualificazione delle strutture ecclesiali, mentre l’architetto René Bozzella ha raccontato l’esperienza concreta della nascita dell’oratorio di Paduli, esempio di come un progetto possa trasformarsi in spazio vissuto. “La scelta di inaugurare i Focus Lab presso la nostra struttura oratoriale onora l’intera comunità. Il fatto che le soluzioni progettuali – ha continuato l’arch. Bozzella- adottate abbiano rispecchiato i più alti standard pedagogici e le istanze del Sinodo costituisce per noi un riconoscimento professionale che ci incoraggia a proseguire con rinnovato entusiasmo ed impegno nel nostro lavoro”. A concludere gli interventi, don Roberto Guttoriello ha offerto una riflessione sul tema della tutela e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico, guardando al futuro delle strutture parrocchiali in chiave pastorale. Dai diversi contributi è emersa con forza una convinzione condivisa: gli spazi acquistano senso solo quando diventano luoghi di relazione. Non basta costruire o ristrutturare ambienti; è necessario abitarli con uno stile educativo capace di generare comunità. La mattinata si è conclusa con un saluto condiviso da don Daniele Palumbo e Simona Salvati, che hanno ringraziato i presenti e rilanciato l’impegno a proseguire il cammino attraverso nuovi momenti di incontro e progettazione, coinvolgendo sempre più i giovani come protagonisti attivi.