Inizio ministero pastorale 28 giugno 2026, primi vespri della solennità dei santi Pietro e Paolo apostoli

Nel chiostro di san Domenico il Pastore si rivolge agli adolescenti e ai giovani

Buon Pomeriggio a tutti voi.   Ho letto il programma di questo pomeriggio insieme e ho visto che siete qui ad aspettarmi già da molto tempo e oggi fa veramente caldo. Grazie a ciascuno e ciascuna di voi per essere qui. Ringrazio della sua presenza e delle parole di saluto la Rettrice dell’Università del Sannio, la professoressa Maria Moreno, con lei ci siamo incontrati…….Questa prestigiosa istituzione, pur essendo giovane costituisce, una delle maggiori ricchezze di questo territorio e quindi a cascata anche per la Chiesa beneventana.  La presenza dell’Università è ben più che una istituzione accademica, ma in se stessa è un vero e proprio laboratorio di speranza e di inclusione sociale. Essa, mentre prepara le menti di professionisti competenti, aiuta a custodire la memoria storica del Sannio e, al tempo stesso, apre le menti dei giovani verso il futuro, formandoli come cittadini responsabili e costruttori del bene comune. In tal senso, sento di dire che Università e Chiesa, camminano insieme nella comune missione di contribuire a scrivere pagine di umanità in un tempo in cui sembra scarseggiare su vasta scala: l’una illuminando l’intelligenza attraverso lo studio, l’altra nutrendo la sapienza del cuore, alla luce della fede in Gesù di Nazareth. Esprimo alla Rettrice, ai docenti, al personale e agli studenti e studentesse, il mio più vivo incoraggiamento a proseguire con coraggio e passione in questa nobile missione, affinché la conoscenza e la ricerca, rimangano sempre uno strumento di libertà, volte ad una maggiore propagazione di giustizia e di pace per tutta la collettività.  Ringrazio i responsabili della pastorale giovanile ed universitaria per questo incontro di amicizia e di festa, sperando che ne seguano tanti altri. Carissimi giovani, immagino cosa state pensando: “Ecco che arriva il nuovo vescovo, adesso ci farà il solito discorso solenne e un po’ noioso“. Vi confesso che sono più emozionato e agitato io di voi in questo momento! Quindi facciamo un patto fin da subito. Sgombriamo il campo dai formalismi: non sono qui per tediarvi, ma per iniziare un cammino di conoscenza reciproca. Quando ho saputo che sarei diventato il vostro vescovo, ho provato una gioia immensa, ma anche una forte trepidazione, perché i giovani hanno un posto speciale nel mio cuore e nella mia mente. Pensando ad una scena evangelica per questo nostro primo incontro, mi sono ispirato a quella della festa di oggi, e cioè dei Santi Pietro e Paolo. Ed, in particolare il dialogo tra Gesù e Pietro sulla riva del lago di Tiberiade, dopo la risurrezione. Gesù guarda Pietro negli occhi e gli fa una domanda spiazzante: «Mi ami tu più di costoro?». Pensiamoci un attimo. Gesù non chiede a Pietro: “Sei diventato perfetto?”, “Hai studiato abbastanza?”, o “Mi garantisci che non sbaglierai più?”. No. Chiede solo: «Mi ami?». E lo chiede a Pietro, che pochi giorni prima lo aveva rinnegato per tre volte per paura di essere associato a Lui, mentre è in corso il processo a Gesù.  In questa scena, Gesù Risorto, non lo licenzia, non lo processa. Ricomincia da una domanda d’amore. Oggi vorrei che sentiste, che sentissimo questa domanda rivolta a ciascuno di noi. Spesso la società bombarda voi giovani di richieste asfissianti: dovete essere perfetti, performanti, sempre sui social con il sorriso giusto, senza debolezza e stanchezza. Se sbagliate una scelta o anche un esame, c’è il rischio che vi sentiate dei “falliti”. Io oggi, insieme a Gesù, voglio dirvi: liberatevi da questo peso opprimente! A Dio non interessano in primo luogo i vostri voti o i vostri successi. Gli interessa il vostro cuore. Gli interessa sapere se siete pronti ad amare con i vostri talenti, ma anche con le vostre ferite e le vostre fragilità. Egli, invita tutti e ciascuno, a credere sempre e sempre di più in se stessi. So che, guardando alla propria realizzazione futura, vivendo qui, oggi, non è semplice. Immagino l’incertezza per il domani, la tentazione di mollare tutto; oppure, la tristezza al pensiero di dover per forza andare via da Benevento per realizzare i vostri sogni, le vostre aspettative. Ma guardate Pietro: la sua risposta è stata un atto di coraggio. Ha detto: «Signore, tu lo sai che ti voglio bene» ed ha ripreso nuova consapevolezza delle sue possibilità.  Ecco la mia proposta per voi: scommettiamo insieme su questa terra. Rispondiamo insieme: “Sì, ci sono” alla chiamata di questa città, di questo territorio.

Voi, non siete il futuro, siete il presente vivo del Sannio. Abbiamo bisogno della vostra ribellione costruttiva, abbiamo bisogno della vostra sete di giustizia, della vostra giovanile capacità di amare senza calcoli, del vostro desiderio sincero di pace e fraternità. Solo l’amore ci porta per vie nuove e inattese, solo l’amore fa fiorire anche il deserto e dona pienezza di vita. E, solo chi ama, conosce Dio.  La Chiesa che vorrei costruire con voi non è un club per pochi perfetti, ma una riva dove Gesù ci aspetta per fare colazione insieme con noi, per ascoltare i nostri dubbi e darci fiducia, proprio come ha fatto con Pietro. Io ci sono. Le porte della mia casa sono aperte per un caffè, per un dialogo, anche per un semplice saluto, per ascoltare le vostre idee o le vostre fatiche.Non guardate il mio ruolo, guardate al mio desiderio di camminare al vostro fianco. Gesù si è fidato di un Pietro fragile. Gesù si fida di me, si fida di voi, si fida di ognuno. Oggi, voglio dirvi che anch’io e la nostra Chiesa di Benevento si fida di ciascuno e ciascuna di voi. Abbiamo il coraggio di restare, di lottare e di sognare, di inventare qui, insieme, il nostro futuro. Io sono con voi.

Camminiamo insieme!

Buon cammino a tutti noi e ancora grazie per la vostra presenza.

 

+ Michele Autuoro – Arcivescovo di Benevento