Inizio ministero pastorale 28 giugno 2026, primi vespri della solennità dei santi Pietro e Paolo apostoli

Il saluto alle autorità dell’arcivescovo mons. Autuoro

Signora Prefetto, Dott.ssa Raffaela Moscarella, Signor Sindaco di Benevento, On. Clemente Mastella, Signor Presidente della Provincia, Dott. Nino Lombardi, Stimati Sindaci e Amministratori, Senatori e Parlamentari del Sannio; distinte Autorità civili, accademiche, militari e forze di polizia. Grazie per la vostra presenza e per il vostro caloroso benvenuto. Inizia oggi per me un cammino nuovo, che intendo percorrere al vostro fianco nell’antica e gloriosa terra del Sannio. I Padri del Concilio, pensando alla Chiesa, ne parlano come di una comunità che «cammina con l’umanità», ne condivide “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo…” (G.S.1).  Per questo, quando si rivolge alla vita pubblica, lo fa nel rispetto della missione propria delle istituzioni e della legittima responsabilità di coloro che hanno ricevuto il mandato di amministrare e legiferare. La Chiesa riconosce «l’autonomia delle realtà terrene» e «la distinzione tra comunità ecclesiale e comunità politica»; e, proprio a partire da questa consapevolezza, radicata nel Vangelo, offre una presenza e una riflessione che nasce dal desiderio di servire il bene comune e di ricordare ciò che rende veramente umana la convivenza (cfr Magnifica humanitas, 18-19) (Papa Leone al Parlamento Spagnolo). Sono consapevole del peso e della complessità delle responsabilità che portate ogni giorno sulle vostre spalle per costruire e garantire il futuro delle nostre comunità a voi affidate. Il vostro compito di amministratori, oggi più che mai, è tutt’altro che facile. Vi trovate quotidianamente in prima linea a dover rispondere a miriadi di legittime, pressanti e spesso drammatiche richieste dei vostri concittadini, avendo però a disposizione mezzi e risorse finanziarie e umane spesso non adeguate rispetto ai bisogni reali. Voglio riaffermare qui, con forza, l’importanza cruciale del vostro ruolo e la profonda nobiltà del vostro servizio. Siete i custodi del bene comune della nostra gente e la vostra dedizione merita rispetto, stima e il massimo sostegno da parte della Chiesa. Guardando alla mappa della nostra Arcidiocesi, balzano agli occhi le grandi sfide strutturali, che nessuna singola amministrazione può pensare di risolvere da sola. Desidero perciò, in maniera particolare, riprendere e rilanciare con convinzione il cammino che il mio stimato predecessore, Mons. Felice Accrocca, ha suggerito con lungimirante insistenza: dobbiamo fare squadra. In un mondo globalizzato e interconnesso, isolarsi significa condannarsi all’irrilevanza. Uniti si diventa invece interlocutori autorevoli. La complessa realtà della decrescita demografica e il conseguente, doloroso spopolamento dei nostri borghi richiamano l’urgenza di una pianificazione strategica d’insieme. Servono progetti integrati e sostenibili per dare un futuro ai giovani e permettere loro di restare in questa terra, anziché essere costretti a lasciarla. Per governare processi così complessi, alla fatica che essi comportano, e resistere alla tentazione della disperazione, la sola preparazione amministrativa, pur necessaria, non è sufficiente. Accanto alla costante cura per la formazione giuridica, amministrativa e professionale, ritengo fondamentale custodire e curare la dimensione interiore e spirituale, per alimentare la speranza e le ragioni dell’impegno comune, generoso e fiducioso. Nel nostro mondo complesso, nessuno ha ricette preconfezionate. E, io, mi sento in ricerca come voi. Vengo tra voi con una certezza, il desiderio di camminare insieme e di servire questo popolo, ricordando la missione di Gesù, che dice: «Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv. 10,10). Una vita buona e dignitosa per tutti, a partire dai più fragili, dagli invisibili, da quanti hanno bisogno di ascolto, vicinanza e cura. Al centro di ogni scelta vi sia sempre la persona umana, con la sua inalienabile dignità e i suoi diritti. In questa linea del servire la vita, mi troverete e mi troveranno pellegrino in cammino e in ricerca tutti gli uomini e donne di buona volontà; e, tutti gli uomini e le donne di diverse religioni e credo presenti nella nostra terra.  In questo camminare insieme, la Dottrina Sociale della Chiesa può offrirci un contributo prezioso di pensiero. Essa costituisce un patrimonio di sapienza umana e cristiana che, aiuta a orientare l’azione verso il bene comune, la giustizia, la solidarietà, la pace sociale, mettendo al centro le persone. Desidero offrire alle vostre amministrazioni e all’intera Provincia la piena disponibilità e collaborazione delle nostre 115 parrocchie, delle opere educative e caritative e del Palazzo Arcivescovile, che vorrei fosse sempre più una casa aperta all’ascolto, all’incontro e al dialogo. Nei prossimi mesi, nei tempi e nei modi possibili, desidero visitarvi nelle vostre comunità e nei luoghi istituzionali in cui svolgete il vostro servizio, non una mera cortesia, ma il desiderio di conoscere più da vicino le ricchezze, le speranze e le fatiche del territorio, e per imparare insieme a “fare bene il bene“. Siano fari luminosi nel nostro servizio quegli uomini e donne che hanno saputo testimoniare, nelle istituzioni e nella comunità civile, la fecondità di una fede vissuta come servizio al prossimo. Di questi di seguito, è in corso il percorso per la canonizzazione. Penso anzitutto al beneventano San Giuseppe Moscati, medico e santo della carità; a Giorgio La Pira, sindaco profeta della pace e del dialogo; ad Alcide De Gasperi e a Robert Schuman, artefici di una visione alta dell’Europa; al giudice Rosario Livatino, testimone della giustizia vissuta come vocazione. Il Signore benedica il vostro lavoro e sostenga tutti noi nel comune impegno di costruire una società più giusta, più solidale e più fraterna. Insieme, ciascuno secondo la propria responsabilità, possiamo contribuire a rendere questa amata terra del Sannio una casa accogliente per tutti, soprattutto per le nuove generazioni che qui desiderano vivere, lavorare e sperare.

+ Michele Autuoro – Arcivescovo di Benevento